Nel mese di ottobre si è svolto un corso di filosofia tenuto dal Prof. Gianni Versace, ex insegnante del liceo scientifico “G.B Grassi” di lecco, di introduzione ad alcune tematiche presenti nel panorama filosofico contemporaneo
IL PROBLEMA DELLA COSCIENZA
L’attività della coscienza è un aspetto centrale e il filosofo Di Francesco, morto di recente, si è occupato della coscienza. Parte da un interrogativo: è possibile una scienza della coscienza? Oggetto di riflessione filosofica negli ultimi 60 anni, è un interrogativo autentico. Un filosofo D. Chalmers dice che l’esperienza cosciente è la più familiare e la più misteriosa. Non parliamo di coscienza morale ma ci si riferisce all’essere coscienti e quindi a non perdere la conoscenza. Un neuroscienziato indiano Anil Seth afferma che due misteri sono risolti, il primo dove siamo nell’universo (già Copernico ha dimostrato che non siamo al centro dell’universo), il secondo mistero è stato risolto da Darwin con i suoi studi sugli esseri umani che si sono evoluti con similitudini con le altre specie. Paradosso – l’esperienza coscienza, ci è familiare ma è anche il più misterioso, più difficile da maneggiare. Le esperienze coscienti determinano le nostre vite, cosa si prova con le nostre esperienze non si lascia catturare dalla scienza. I comportamentisti si occupano delle esperienze documentabili, niente esperienze soggettive, unico obiettivo previsione, controllo e comportamento. La psicologia non è ancora pronta per scienza. Per Sutherland la coscienza è un fenomeno affascinante ma ingannevole, è una trappola, è impossibile definire cos’è, cosa fa, perché si è evoluta. Lo dice alla fine degli anni ’80. Come mai è così complicato l’argomento? In genere quando affrontiamo un fenomeno partiamo da una descrizione fenomenologica per arrivare ad una definizione esplicativa, ad esempio chimico fisica. Per definire la coscienza che è legata a come mi appare, è un oggetto che non appare, ma come la vivo. Tutti i libri sono definizioni descrittive. Siamo di fronte ad un oggetto particolare, non consente una definizione in senso classico. Il risveglio è un momento in cui si passa dallo stato di incoscienza a quello di coscienza. Si può distinguere il livello di coscienza dal contenuto. Il livello è quanto è conscio. In un organismo esiste una scala, dalla completa mancanza (sonno, sogni, anestesia) alla vivace coscienza, sono gli umori, esperienze, volontà, azione, è il mondo che viviamo. Esperienze cognitive, colgo le forme, i colori, le mie emozioni. Nella terminologia filosofica “qualia” questo termine latino, è una cosa che ha una qualità. Sono le sensazioni qualitative riferite alla mia soggettività. Come fa la materia grigia della scatola cranica ha produrre esperienze qualitative. Per un organismo la coscienza è quello che si prova. Possiamo pensare alla coscienza come un continuo flusso. La nostra coscienza è una serie di flash, ci sforziamo di dare continuità alle esperienze che hanno un carattere soggettivo e privato e cerchiamo di metterle in comunicazione con altri. I contenuti sono dentro e c’è una parte rivolta all’esterno, posso dare priorità all’una o all’altra parte. Posso concentrarmi sul mio mondo interiore. La coscienza fenomenica è ciò che mi appare, relativa agli aspetti qualitativi e la coscienza di accesso che genera degli aspetti qualitativi per descrivere verbalmente quello che provo. Dà la possibilità di procedere a processi cognitivi. La rielaborazione cognitiva è l’attività della coscienza. Distinzione della coscienza primaria immediata – esperienze immediate, assenza di mediazione e coscienza riflessiva, come il bambino che comincia ad essere conscio di se stesso. Agli inizi degli anni ’90 c’è stato un recupero della coscienza come oggetto dell’indagine scientifica. C’è il bel libro di un Sig. Searle “La riscoperta della mente”. Crick e Koch hanno scritto nel ’90 “Verso una teoria neurobiologica della coscienza”. Si può costruire una scienza della coscienza in termini neurobiologici. Sviluppo delle neuroscienze, i correlati neurali della coscienza. E’ possibile individuare aree del cervello con attività della coscienza. Pensiamo ad un insieme di lampadine che si accendono e formano un insieme, così può assomigliare l’attività del cervello. Il fatto che ci siano risposte diverse, non c’è una risposta univoca. I correlati e la coscienza sono elementi distinti. La tac, la risonanza magnetica e quella funzionale, l’elettroencefalogramma sono attrezzature mediche per lo studio e l’analisi del cervello. La risonanza magnetica funzionale riguarda la biodinamica, consente di misurare l’attività cerebrale. Le architetture neuronali corrispondono a stati di coscienza, anche da un punto di vista patologico come intervenire. Rappresentazione neuronale – l’identificazione dei meccanismi biofisici. La coscienza si riduce all’attività cerebrale, di configurazioni o aree che coincidono con la teoria fisicalista. Impostazione eliminativista, non risolve ma dissolve. L’unica strada è la neuroscienza. Il Libro “il carattere della coscienza” – la coscienza è difficile, ci sono problemi facili, il comportamento, gli aspetti funzionali della coscienza , la scienza in sé è difficile. L’introspezione per accedere alla nostra coscienza presente. Il problema è conciliare tutte le conoscenze con la coscienza. La mente cosciente e la mente psicologica, la prima è qualitativa, l’altra è quella di accesso per fare delle operazioni . Ciò che si prova, il secondo come funziona la percezione. I misteri sono quelli che non mi danno delle soluzioni. Se provassimo esperimenti mentali su zombi, anche se fisicamente identici ma quest’ultimo non ha coscienza, quindi non prova emozioni. La mente fenomenica è contraddistinta da un carattere intrinseco e qualitativo. John Searle (1932 – 2025) Cos’è la coscienza – la scienza della coscienza come è fatta. La coscienza è un fenomeno biologico, si è evoluta come il nostro organismo. La coscienza è un fatto privato della persona, comunque è una caratteristica biologica di livello superiore.