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Tipologia Conferenze
Stato Chiuso

La società liquida nel pensiero di Z. Bauman

  • 2025
    9 OTT
    1500 - 1700
Descrizione
La metafora della liquidità, da quando Bauman l’ha coniata, ha marcato i nostri anni ed è entrata nel linguaggio comune per descrivere la modernità nella quale viviamo.

Nel mese di ottobre 2025 si è svolto un corso di filosofia tenuto dal Prof. Gianni Versace, ex insegnante del liceo scientifico “G.B Grassi” di lecco, di introduzione ad alcune tematiche presenti nel panorama filosofico contemporaneo


SINTESI LEZIONE DI BAUMAN

 

Per apprezzare gli elementi di novità del modello della società liquida può essere utile confrontarlo con i tipi di società che lo hanno preceduto.

La società tradizionale è basata appunto sulla tradizione che è una pratica legata alla memoria collettiva.

Tale società è una totalità organica di attività e conoscenze integrate nella vita quotidiana, un modo di vivere vissuto come "naturale".Radicata nel passato non è oggetto di progettazione  ma si ripropone sempre uguale a se stessa.

Il raggio degli spostamenti degli individui è minimo, i mutamenti impercettibili e indiscusso il rispetto per l'autorità.

L'avvento della modernità comportò il suo superamento sostituendo tratti come gerarchia, costume, status, con urbanesimo, egualitarismo, progressismo e carattere contrattuale delle relazioni.

Col termine modernità ci si riferisce alle modalità di vita sociale di organizzazione emerse in Europa più o meno dal 17º secolo.

 La scoperta delle leggi universali sia della natura che della società coincise col movimento dal mondo devozionale a un mondo secolarizzato dominato dalla scienza, dalla razionalità e dalla calcolabilità in tutti i settori.

 Dalla prevedibilità e certezza della società tradizionale si passa a una situazione costituzionalmente "disordinata", sperimentale e disposta al movimento e alla novità.

"Modernizzazione incessante, ossessiva (non c'è uno stato di modernità, solo un processo; la modernità cesserebbe di essere tale nel momento in cui il processo giungesse alla stasi)". La rete delle relazioni sociali perde parte della sua passata forza di coesione.

Si afferma la fiducia nella possibilità che la razionalizzazione della società si tradurrà nella liberazione da tutte le catene del passato e che "nulla della condizione umana è data una volta per tutte".

"Il cambiamento ossessivo-compulsivo è il nucleo del modo di essere moderno”.

La modernità così configurata, che possiamo definire "solida" presentava fin dall'inizio un carattere di ambivalenza, una ricerca di un nuovo tipo di stabilità che conviveva però con un carattere di cambiamento continuo.

 Le istituzioni che caratterizzano la modernità solida sono l'industrialismo, il capitalismo, e lo stato-nazione che comportano l'affermazione di un nuovo e più efficiente complesso di strumenti di controllo sociale che non ammette alcuna forma di deviazione.

La crescente presa d'atto che il grande esperimento della modernità solida non aveva realizzato le aspettative ha fatto sì che negli ultimi 100 anni essa si è gradualmente trasformata in "modernità liquida" che comporta il vivere senza un modello di società ultimativo perfetto e in cui la vita individuale si colloca in un mondo deregolato flessibile in cui le relazioni sociali sono labili e temporale.

Gli individui pensano e agiscono come se tutto fosse totalmente contingente, senza progetti a lunga scadenza né obblighi né tendenze stabili. La stessa identità personale si fa frammentaria e fluida di fronte alla gamma potenzialmente infinita di possibilità che si presentano.

Rovesciando la tesi freudiana che gli individui accettano di limitare le proprie funzioni in cambio della sicurezza assicurata dalla società solida nella società liquida si accetta di perdere una quota di sicurezza in cambio di una maggiore libertà.

In questo contesto domina l'individualità che si realizza non più nell'ambito della produzione ma in quello del consumo e l'identità rimane costantemente indefinita.

In ambito economico al "capitalismo pesante" in cui capitale lavoro sono comunque connessi territorialmente, succede il "capitalismo leggero" della globalizzazione e della internazionalizzazione finanziaria.

La cultura produttivistica e soppiantata da quella consumistica, dalla società dei produttori si passa alla società dei consumatori.

Anche lo stato-nazione incontra difficoltà crescenti nel controllare i processi economici perché il potere economico si muove su una scala temporale e spaziale fuori dalla sua portata.

Il ridimensionamento del potere dello Stato favorisce il processo di privatizzazione e individualizzazione e lo svuotamento progressivo della dimensione pubblica.


Ospedale A, Manzoni - Aula A piano -1 - Lecco (LC) 23900
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